Una comunità di lettura: commenti ‘a caldo’

“Sulla riva della Havel, intorno alla metà del sedicesimo secolo, viveva un mercante di cavalli di nome Michael Kohlhaas, figlio di un maestro di scuola: uno degli uomini più probi e insieme più terribili del proprio tempo.”

Chi ha già letto o sta leggendo Michael Kohlhaas può già lasciare qui sotto i suoi commenti ‘a caldo’. In attesa della ‘comunità di lettura’, dal 1° marzo. Segnaliamo, intanto, la lettura che ne ha dato Michele Mari, la scheda di Michele Vangi, il saggio di Thomas Mann postato da Daniela Nelva e la bibliografia delle traduzioni italiane del racconto.

Posted in Appunti | Tagged , | Leave a comment

“The Interview Project Germany”: evviva la superficie!

 Michele Vangi

Che significa essere un conoscitore profondo di una cultura? Ho vissuto per molti anni in Germania, eppure spesso mi chiedo se posso dire di conoscere veramente questo paese.

Ma come si fa a conoscere una cultura? Comunemente si risponde a questa domanda sostenendo che non basta l’esperienza di vita sul posto a farci “entrare” in un paese in cui non si è cresciuti, essa va sostanziata da una profonda conoscenza della lingua e da molte letture. E poi bisogna visitare musei, andare al cinema e a teatro, senza trascurare la conoscenza dell’amministrazione e dell’ordinamento politico di quella nazione. Insomma avere interesse ad approfondire, a non fermarsi alle apparenze. Tutte cose buone e giuste. Continue reading

Posted in Michele Vangi, Recensioni, Segnalazioni | Tagged , | Leave a comment

Fibbie e lotterie

Oggi è di moda portar fibbie ai calzoni con cui si possono stringere o allargare a piacimento. Ci foggeremo una coscienza alla nuova moda per renderla più spessa a misura che ne avremo bisogno. [...] Coraggio, dunque, e all’opera! Voglio schiantare intorno a me tutto ciò che m’impaccia, che m’impedisce di essere il signore. Signore devo diventare, e ch’io mi prenda con la violenza le cose, a conquistare le quali mi manca l’amabilità.
Franz Moor
(I, 2) Continue reading

Posted in Appunti | Tagged , , | Leave a comment

Geo-Grafie immaginarie. Una mappa tra memoria e futuro: Friedrich Hölderlin

[Agli inizi di dicembre 2011 si  è tenuto a Roma un Workshop internazionale dedicato a Geopoetiche e scritture di confine in una prospettiva comparatistica. Tra i molti, interessantissimi contributi presentati a questo incontro vorrei sottoporre ai lettori di germanistica.net quello di una giovane studiosa, Maria Arpaia, laureata in Lettere classiche e al momento dottoranda di ricerca in Letterature Comparate presso l’Università di Napoli “l’Orientale”, dedicato a una lettura geopoetica della ‘Grecia’ di Friedrich Hölderlin. M.L.]

Maria Arpaia

Cartografare l’immaginario poetico sembra una sfida avvincente: tracciare linee e punti su una carta ideale può costituire il mezzo più immediato per dare evidenza visiva ai movimenti del pensiero che lo sottende.  In particolare, la riflessione sullo spazio, geografico o irreale, che un autore abita e personalizza secondo una propria semantica dei luoghi, costituisce un ineludibile sostegno alla comprensione delle dinamiche creative dell’atto poetico. I legami tra poesia e territorio in cui l’autore scrive, così come quelli tra la creazione letteraria e il luogo geografico in cui è ambientata, assomigliano a fili sottili. Essi sono profondamente intrecciati tra loro fino a creare una seconda, più invisibile trama che sostanzia, però, l’intreccio principale. Riuscire a mettere a fuoco le contaminazioni tra luogo reale e immaginario, proiezione utopica e irruzione violenta della realtà significa conquistare una seconda più lucida visuale sull’opera letteraria in analisi e sulle strutture cognitive e poetiche che ne costituiscono le basi. Continua a leggere in pdf

Posted in Saggi | Tagged , , , , , , | 1 Comment

Con gli occhi dell’assassino | su Thomas Glavinic

[ripropongo qui una mia recensione («il manifesto», 15 febbraio 2012, p. 11), dell'edizione italiana di Der Kamermörder, pubblicata da Zandonai nella traduzione di Fabio Cremonesi. Il volume era già stato segnalato in questo stesso blog]

 

 

(via http://www.thomas-glavinic.de)

Un angolo di Stiria occidentale, molto austriaco. Un fine settimana di primavera, una calura fuori stagione. Una casa di campagna circondata da un eccessivo numero di gatti. Due coppie. Gli Stubenrauch, nuovi della zona, con Heinrich a dirigere le danze anche contro la moglie Eva. E l’altra coppia, giunta in visita agli amici dalle pianure dell’Austria superiore – alle tre del pomeriggio di Venerdì Santo. Sonja, riferisce il suo compagno che è anche il narratore del romanzo, deve ancora smaltire la sbornia della notte appena trascorsa a Graz. Eppure nelle quarantott’ore che seguono i quattro mangiano e bevono a volontà, anche troppo. E giocano: a volano, a ramino, a ping-pong. E parlano di cose banali, finché riescono. leggi la recensione integrale Continue reading

Posted in Marco Castellari, Recensioni | Tagged , , , | 1 Comment

Thomas Mann, Kleist e i suoi racconti

Quanto al Kohlhaas è superfluo far notare l’enorme altezza di questo che forse è il più forte racconto in lingua tedesca.

Thomas Mann

[In preparazione alla nostra 'comunità di lettura' proponiamo qui un saggio di Thomas Mann dedicato ai racconti di Kleist nella traduzione di Ervino Pocar. D.N.]

Th. Mann, Kleist e i suoi racconti

da: Heinrich von Kleist, Michael Kohlhaas (da una antica cronaca), trad. it. di Gabriella Bemporad con uno scritto di Thomas Mann, Milano, SE, 1987, 126 pp.
(immagine via bookaroundthecorner.wordpress.com)

Posted in Daniela Nelva, Saggi | Tagged , , , | Leave a comment

Michaela Wolf, Die vielsprachige Seele Kakaniens

Michaela Wolf

Die vielsprachige Seele Kakaniens
Übersetzen und Dolmetschen in der Habsburgermonarchie 1848 bis 1918

Wien, Böhlau, 2012, 440 p.

Dalla presentazione editoriale: “Die soziale und kulturelle Praxis des Übersetzens und Dolmetschens trug wesentlich zur Konstruktion der Kulturen in der Habsburgermonarchie bei. Unter Anwendung eines breit gefassten Translationsbegriffs („kulturelle Übersetzung“) untersucht das Werk die translatorische Praxis in den Ministerien, bei Gericht bzw. im diplomatischen Dienst und analysiert die Übersetzungsströme zwischen den Sprachen der Kronländer und einigen europäischen Sprachen außerhalb der Monarchie. Am Beispiel des Transfers vom Italienischen ins Deutsche werden die Bedingungen dieser Konstruktionsprozesse im Detail geprüft. Der kulturkonstruierende Charakter der Translationspraktiken ist sowohl an den nationalitätenbezogenen Spannungen in der Monarchie als auch an der weit verbreiteten Mehrsprachigkeit ihrer BewohnerInnen festzumachen.”

Posted in In vetrina | Tagged , , , , , , | Leave a comment

Architettura

Massimo Bonifazio

Mattinata tersa a Catania, e gelo: inusuale e quindi più pungente. In piazza Dante alzo gli occhi, e mi trovo davanti la cupola di san Nicolò, la chiesa del Monastero dei Benedettini, finalmente priva dei ponteggi che da decenni ne ostruivano la vista: non so da quanto è così, non me n’ero accorto prima. Ora la cupola è così pulita, così netta sull’azzurro, con quel colore rosato che contrasta con il tufo chiaro del resto; il culmine della lanterna è contornato di morbide nicchie, e di sopra, discreta, la croce di metallo.

Continue reading

Posted in Interventi, Massimo Bonifazio | Tagged , , | 2 Comments

Sonja Heiss, Quando, qualche tempo fa, sono volata via

Death by smarties (via sienhere)

Sonja Heiss

Il bambino grida, l’appartamento è un putiferio, il marito in viaggio di lavoro.
Qual è il desiderio struggente della moglie?

Un racconto breve

Con il coltello gratto via le caramelline di zucchero colorato dagli interstizi tra le assi. Mikka ce le ha appena infilate dentro, con molto amore. Di slancio butto le caramelle in direzione del secchio dell’immondizia ma finiscono fuori, sul contenitore del vetro e, per un attimo, ho la sensazione che cadano anche sulla mia vita. Riprendo il coltello e la paletta, ma chinandomi scopro che c’è dell’acqua sotto il tavolo della cucina. Asciugo le pozze con lo straccio, faccio in fretta perché Mikka mi sta chiamando impaziente da sopra, vuole del multaminico (il succo multivitaminico) e dei Martis (gli Smarties). Lotta e la sua amica litigano. Tutti questi decibel aumentano il mio stress. Batto la testa contro il tavolo e irritata scaravento a terra lo straccio. Continue reading

Posted in Traduzioni | Tagged , , , | Leave a comment

Michael ovvero “Chi è come Dio?”

Albrecht Dürer, San Michele

Michele Vangi

Il verdetto della comunità di lettura è stato pronunciato qualche giorno fa: Kleist ha vinto in un duello – feroce e imprevedibile – con Canetti. È stato appassionante osservare l’inquieto ufficiale prussiano e il sensibile letterato plurilingue contendersi il favore dei lettori. Probabilmente Canetti poco avrebbe gradito il vedere soccombere la sua diffusa e a tratti autocelebrativa narrazione biografica alla cronistoria di un fattaccio di cavalli, omicidi, razzie e profezie.

A me tocca il compito di introdurre la discussione sul libro vincitore, riprendendo in parte le mie riflessioni già pubblicate su questo blog. Lo farò illustrando brevemente alcune delle ragioni della mia passione per una storia raccontata con somma sagacia, ma soprattutto avrò il piacere di leggere del vostro “plaisir du texte”. Continue reading

Posted in Interventi, Michele Vangi, Saggi | Tagged , | Leave a comment

Friedrich Dürrenmatt, La valletta dell’Eremo

[Ancora da Compagni segreti. M.S.]

Eraldo Affinati

Passano gli anni e Friedrich Dürrenmatt, scomparso nel 1990, continua a crescere nella nostra considerazione. Chi meglio di lui, indimenticabile scrittore svizzero di lingua tedesca, ha saputo rappresentare la tenebra interiore degli uomini contemporanei? Non lo scacco clamoroso del cavaliere che esce sconfitto dal grande cimento, sconosciuto alla maggior parte di noi, ma l’abulia quotidiana, il tarlo esistenziale, il disguido imprevedibile da cui ben pochi possono dirsi esclusi. Alziamo il bicchiere in un brindisi gioioso per festeggiare i nostri successi e una goccia di rum inavvertitamente cade sul polsino della camicia, la macchia si espande minacciosa ad annunciare chissà quali tragedie: qui Dürrenmatt entra in scena. La sua opera drammaturgica e narrativa si è forgiata nel secolo delle meraviglie scientifiche e degli orrori bellici, quando i fisici nucleari si fingono pazzi per non rivelare al governo il loro segreto e le vecchie signore tornano nel paese d’origine con l’intenzione di uccidere chi le sedusse da giovani: recidere i sogni, gettare una gigantesca ombra sulle patetiche speranze di rinnovamento umano, questa è stata la specialità di Friedrich Dürrenmatt.  Continue reading

Posted in Recensioni | Tagged , , , , | Leave a comment