Lutz Seiler, Kruso

Anna Chiarloni

Acclamato all’unisono dalla critica tedesca, esce grazie alla tempestiva traduzione di Paola Del Zoppo il primo romanzo di Lutz Seiler. Noto come poeta, l’autore (n. 1963) appartiene alla generazione dei “nati dentro” – ossia a muro ormai sbarrato – cresce però in Turingia, lontano dalle tensioni della capitale, e tutelato da un solido ambiente familiare destinato a riaffiorare nei nodi della memoria lungo tutta l’opera. Kruso è un testo sorprendente, complesso, anche faticoso nella sua esibita intertestualità di riferimenti mutuati da una tradizione visionaria e a tratti fiabesca, tuttavia radicato in una realtà storica concreta, che s’interroga sul senso stesso dell’agire tedesco prima e dopo la svolta.

Estate 1989, Hiddensee – un’isola Ddr sul Baltico, al confine con la Danimarca. Qui si concentrano da tempo i “naufraghi” di uno stato al collasso: intellettuali coi libri appresso, professionisti, gente qualunque stanca di vivere intelaiata in un vessativo apparato di controllo. Seiler ci racconta di una piccola brigata eterogenea, alla periferia del sistema, che sopravvive di lavori stagionali. Tra loro il giovane Ed, spaesato studente di germanistica, giunto da Halle con zaino e giacchetta da pioniere alla ricerca di un nuovo destino. Al centro del gruppo il protagonista eponimo: Kruso, novello Robinson Crusoe di origine russa, figlio di un generale sovietico e di un’acrobata al seguito dell’Armata Rossa. Anche lui ha scelto la marginalità: gestisce il Klausner, un vecchio albergo inerpicato sulla costa, dove regna una sorta di utopico convivio fondato su di un’etica solidale, palma contro palma nel segno di una “scelta di libertà”. Figura carismatica forte e generosa, Kruso vota i suoi “illuminati” a una salda regola manuale, intesa come necessario servizio reso alla collettività, mutando quel romitorio in un surreale avamposto di indomita autonomia in cui si gioca a scacchi e si discute dei destini del mondo. Un rifugio provocatoriamente anacronistico, costituito come “arca”, ovvero strenuo argine al flusso di cittadini “ammaliati” dal miraggio occidentale. In tale “bateau ivre”, contro la gelida manetta dell’apparato censorio, servono letture attinte da una biblioteca clandestina e rituali alternativi nell’alito dell’alcol – parecchio – e della musica notturna. Intorno un paesaggio di smalto marino, uccelli selvatici e verdi forre in cui si nasconde la volpe. Una luce estiva che a tratti taglia la scrittura, sfocando immagini di militari nudi nel sole lungo un litorale di natura intatta. Seiler non cede tuttavia all’idillio, ama anzi il colore ruvido del lavoro quotidiano. La vita del Klausner è descritta dalla prospettiva materica delle cucine, con una successione non indifferente di corpi sciolti nel sudore, vapori di pignatte e mani intellettuali conce “come cuoio” tra risciacquo di saponi e spurgo di lavandini. Continua a leggere sull’Indice dei libri del mese

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Aldo Busi traduce Goethe

[Dal dialogo tra Werther e Alberto sul suicidio, lettera del 12 agosto 1771]

«Mi concederai,» disse Alberto, «che certe azioni rimangono riprovevoli qualunque sia il motivo che le ha messe in moto.»

Feci spallucce e gli diedi ragione. «Però, caro mio,» continuai, «anche qui esistono delle eccezioni. È vero che rubare è un peccato, ma l’individuo che va a rubare per salvare sé e i suoi da un’imminente morte per fame, si merita pietà o castigo? Chi oserà mai scagliare la prima pietra contro un marito che, in un accesso di gelosia, sacrifichi la sua donna adultera e il suo ignobile seduttore? contro la ragazza che in un momento di smarrimento passionale si perda negli incontenibili piaceri dell’amore? Persino le nostre stesse leggi, così insensibili e pedanti, si commuovono e perdonano.»

«Ma questa è una cosa completamente diversa,» replicò Alberto, «perché un uomo trascinato dalle sue passioni perde ogni controllo e deve essere considerato come un ubriaco, un pazzo.»

«Ah, voi, gente così ragionevole!» gridai ridendo. «Passione! Alcolismo! Pazzia! Come ve ne state comodamente rilassati, voi, così senza essere coinvolti, voi uomini morali! Strapazzate l’ubriacone, disprezzate colui che ha perduto la ragione, passate via come il prete e come il fariseo, ringraziate Dio che non vi ha fatto come uno di loro. Io mi sono ubriacato più di una volta, le mie passioni non sono state molto lontane dalla pazzia e non me ne rincresce, perché nel mio piccolo sono riuscito a capire che tutti gli uomini straordinari, che hanno fatto qualcosa di grande, qualcosa che apparentemente sembrava impossibile, sono stati da sempre tacciati da ubriachi e da pazzi. E anche nella vita di tutti i giorni non se ne può più di sentir gridare dietro a qualcuno che abbia fatto anche solo qualcosa di appena libero, nobile, inatteso: quello è ubriaco, è matto! Vergognatevi, voi sobri! Vergognatevi, voi sapenti!»

«Ecco che ci risiamo con i tuoi soliti grilli,» disse Alberto, «tu la fai sempre più grossa di quel che è, e in questo almeno hai torto marcio, nel paragonare il suicidio, che è questo di cui si sta parlando ora, a grandi imprese.»

Johann Wolfgang Goethe, I dolori del giovane Werther, traduzione di Aldo Busi, Milano, Garzanti, 1983, pp. 44-45

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Per una storia rapsodica dell’intellettuale moderno

[Pubblichiamo con molto piacere il testo della Lectio magistralis tenuta da Fabrizio Cambi all’Università di Trento il 3 dicembre 2014, un ampio estratto della quale è uscito sull’ultimo numero dell’Indice dei libri del meseL’immagine di Heine, tratta dalla copertina di un fascicolo del 1906 della rivista “Jugend”, viene da qui. M.S.]

“Nel rissoso chiasso d’oggi / la tua voce andrà sommersa” (H. Heine).
Per una storia rapsodica dell’intellettuale moderno dall’Ottocento ad oggi

Fabrizio Cambi

Periodicamente, a distanza di anni, spesso in concomitanza di snodi politici o di contingenti contingenti riflessioni a bilancio di epoche trascorse si ripropongono la questione del ruolo, della funzione e quindi dell’utilità dell’intellettuale e a corollario poi l’interrogativo della sua definizione. Così nel 2010 sollevò notevole dibattito il numero monografico di “Alfabeta2” dal titolo Intellettuali senza, in particolare lo scritto di Umberto Eco Alfabeto per intellettuali disorganici, nel quale, con una strategia dialettica con la posizione di Gramsci dell’intellettuale organico, stabiliva dei punti fermi che è difficile non condividere: “ricopre la funzione di intellettuale chi svolge un’attività critica e creativa. In tal senso Edison, che inventava (sia pure pasticciando con le mani) la lampadina, era un intellettuale, e svolge funzione di intellettuale il coltivatore che mette in questione i metodi di coltivazione in uso per inventare un modo nuovo per produrre pomodori”. Gran parte dell’articolo di Eco è incentrato sulla questione del “perché l’attacco agli intellettuali viene sempre da destra e mai da sinistra” come se a destra non esistessero grandi intellettuali. Nel 2013 è uscito su “MicroMega” (n. 6) un altro numero monografico cui hanno contribuito noti studiosi fra i quali Salvatore Settis, Adriano Prosperi, Gianni Vattimo, Piergiorgio Odifreddi. Già i titoli dei contributi confermano la difficoltà ma anche l’intenzione di tentare di ridefinire il senso della presenza dell’intellettuale nella sua funzione pubblica come già aveva affermato Kant distinguendo fra “uso privato” e “uso pubblico” della ragione: “Splendori e miserie degli intellettuali”, “Alla ricerca dell’impegno perduto”, “Per un impegno a progetto”, “Il declino dell’intellettuale impegnato è inarrestabile?, “Intellettuali o clown”, “Il creativo intellettuale del futuro”, “Apologia dell’intellettuale organico”. Questi titoli vogliono essere il viatico per prese di posizione se non per possibili risposte alle questioni di fondo se “ha ancora senso, oggi, la figura dell’intellettuale engagé. Come concepire nell’era globalizzata della visibilità e di internet, dell’intrattenimento di massa e del capitalismo finanziario, l’impegno politico e sociale dello scienziato e dell’uomo di cultura e se è vero, come si sente dire, che l’essenziale, per l’intellettuale, è scrivere buoni libri, dirigere buoni film, produrre opere d’arte”, cioè far bene il proprio lavoro, legittimando una sorta di razionalizzazione del disimpegno. Continue reading

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Benedetto Croce traduce Goethe

Catechizzazione

Maestro
Pensa, bimbo! Da chi ti son venuti
questi doni? Da te non li hai avuti.

Fanciullo
Certo. Tutto mi viene da papà.

Maestro
E – rifletti – tuo padre donde li ha?

Fanciullo
Dal nonno!

Maestro
Sia! Ma pur li ha procurati
il nonno come?

Fanciullo
Il nonno? Li ha rubati.

[Nota, di B.C.: Scherzo giovanile, stampato già nel 1773, sull’uso poco intelligente del metodo socratico nell’educazione. Qualche scrittore socialista lo intese poi come una critica della proprietà (nel senso detto dal Brissot, ripetuto dal Proudhon: La proprieté c’est le vol): ma di ciò nel pensiero del Goethe non era nulla.]

Benedetto Croce, Goethe. Con una scelta delle liriche nuovamente tradotte, Bari, Laterza, 1919, p. 272

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Luigi Pirandello traduce Goethe

VIII

Se mi dici, o diletta, che tu da bambina non eri
cara ad alcuno, e in uggia t’avea la madre istessa,
finché di corpo e d’anni non fosti cresciuta; ti credo.
Piacemi immaginarti una fanciulla strana.
Forme e colore pur mancano al fior de la vite,
ma il grappolo, maturo, uomini e dèi ristora.

Johann Wolfgang Goethe, Elegie romane, traduzione di Luigi Pirandello, Livorno, Giusti, 1896, p. 43.

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Tommaso Landolfi traduce Novalis

I genitori erano già coricati e dormivano, la pendola batteva il suo monotono tempo, alle finestre scricchiolanti gemeva il vento; la stanza era a tratti rischiarata dal lume della luna. Il giovane se ne stava inquieto nel suo giaciglio e ripensava allo straniero e ai suoi racconti. Non son già i tesori che hanno risvegliato in me un così ineffabile desiderio, si diceva; ogni cupidigia m’è aliena: ma io agogno di vedere il fiore azzurro. Esso mi sta di continuo nel cuore, e ad altro non posso pensare. Mai ancora avevo provato qualcosa di simile: è come se avessi sognato, o piuttosto se mi fossi addormentato in un altro mondo; ché in quello in cui ho vissuto fin qui chi si sarebbe preoccupato di fiori, né mai ho sentito prima di così portentose passioni per un fiore. Donde appunto veniva lo straniero?

Novalis, Enrico di Ofterdingen, traduzione di Tommaso Landolfi, in Germanica. Raccolta di narratori dalle origini ai giorni nostri, a cura di Leone Traverso, Milano, Bompiani, 1942, p. 286.

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Giansiro Ferrata traduce Büchner

Parlava un giorno con Oberlin; il gatto era disteso, su un seggiola, presso a loro. Gli occhi di Lenz s’irrigidirono, si tesero immobilmente verso la bestia; poi, egli scivolò con lentezza dalla sedia avvicinando sempre più quella presenza che l’incantava, e anch’essa era incantata dal suo sguardo, in un terrore crescente il gatto inarcava la schiena, Lenz imitava quello spavento, il suo viso era orribile, – si scagliarono l’uno addosso all’altro, quasi nel medesimo istante. La signora Oberlin poté a stento dividerli. Lenz provò vergogna di questo, ma ogni notte scendeva un poco più nel buio che l’attendeva. Si addormentava a gran fatica dopo aver tentato invano di colmare il vuoto; tra veglia e sonno lo afferravano crisi tremende, balzava sopra oggetti che gli sembravano sinistri, gridava, tutto in sudore, e correva per la stanza. Doveva riprendere dalle cose più semplici per tornare in se stesso, quando un istinto di conservazione si sostituiva alla volontà. Recitando poesie, a volte, riusciva a calmarsi.

Georg Büchner, Lenz, traduzione di Giansiro Ferrata, in Germanica. Raccolta di narratori dalle origini ai giorni nostri, a cura di Leone Traverso, Milano, Bompiani, 1942, pp. 784-785.

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Iniziative per il tricentenario della nascita di Johann Joachim Winckelmann

WinckelmannFabrizio Cambi

Nel 2017 ricorre il tricentenario della nascita di Johann Joachim Winckelmann e l’anno seguente il 250° della morte. Per organizzare e coordinare le manifestazioni celebrative di questi anniversari la Winckelmann-Gesellschaft ha istituito nel dicembre 2014 a Stendal un “Internationales Winckelmann-Komitee für die Jubiläen 2017/2018”, nel quale oltre alla Germania e all’Italia sono rappresentati quindici paesi. Winckelmann-Wirkung und Rezeption in Europa è il grande tema intorno al quale saranno programmate iniziative convegnistiche, espositive, editoriali e teatrali. Molte si svolgeranno in Italia, paese di elezione di Winckelmann che dal 1755 alla sua tragica fine nel 1768 vi condusse le sue ricerche in campo archeologico e storico-artistico, caratterizzate da un ampio e ricco ventaglio multidisciplinare: dall’antiquaria alla storia dell’arte, archeologia, numismatica, estetica, letteratura, linguistica, epistolografia. Le celebrazioni di anniversari sono di solito occasione per rivisitazioni e bilanci, ma nel caso di Winckelmann si apriranno e confronteranno prospettive innovative di ricerca e si renderanno disponibili nuove edizioni delle sue opere. Imminente è infatti la pubblicazione in tre volumi della raccolta integrale delle Lettere nelle Edizioni di Studi Germanici.

Nel verbale (in tedesco) della riunione del Comitato italiano per gli Anniversari Winckelmanniani (Protokoll der Sitzung des italienischen Komitees am 14.4.2015) sono già annunciate molte iniziative.

In questo sito si raccoglieranno comunicazioni di iniziative, materiali e documentazioni nell’ottica di una informazione tempestiva e del necessario coordinamento delle numerose istituzioni coinvolte. Per la richiesta di inserimento occorre scrivere a: fabcambi@gmail.com

Fabrizio Cambi
Membro del Comitato internazionale della Winckelmann-Gesellschaft

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Lo specchio magico. Hofmannsthal e la Grecia

Pallas_Athene

29 aprile 2015
10:30-16:30
A1 – P.zza S. Alessandro 1 – Milano

LO SPECCHIO MAGICO. Hofmannsthal e la Grecia
Giornata di studi letterari, teatrali e musicali
Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Milano, con il patrocinio del Forum Austriaco di Cultura

PROGRAMMA

LOCANDINA

Intervengono:
Chiara Buglioni (Milano)
Andrea Landolfi (Siena)
Elena Raponi (Milano – Cattolica)
Marco Rispoli (Padova)
Gabriella Rovagnati (Milano)
Giangiorgio Satragni (Torino)
Gherardo Ugolini (Verona)
Ideazione, organizzazione, moderazione: Marco Castellari

Antichisti, germanisti, musicologi, studiosi di letteratura e di teatro si interrogano sulla presenza della Grecia nell’opera di Hugo von Hofmannsthal e dei suoi compagni di strada, come Max Reinhardt e Richard Strauss, e guardano all’attualità di quell’operazione culturale nel discorso critico e artistico contemporaneo.

Betrachtet man die Wielandsche Auffassung der Antike und die Nietzschesche nebeneinander, ebenso die von Winckelmann und von Jacob Burckhardt, so erkennt man, daß wir etwa noch mehr als die anderen Nationen die Antike als einen magischen Spiegel behandeln, aus dem wir unsere eigene Gestalt in fremder, gereinigter Erscheinung zu empfangen hoffen.
(Hugo von Hofmannsthal, Das Buch der Freunde, 1922)

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Büchner-Rezeptionen – interkulturell und intermedial

Bùchner-Rezeptionen
Büchner-Rezeptionen –

interkulturell und intermedial

hrsg. von Marco Castellari
und Alessandro Costazza

«Jahrbuch für Internationale Germanistik»
Reihe A, Kongressberichte, Bd. 122
Bern, Peter Lang, 2015, 327 p.

scarica un estratto dall’introduzione
e/o l’indice

Angesichts der unterschiedlichen Modalitäten und der verschiedenen Medialitätsgrade und -arten der Rezeption, die das Werk und die Figur Georg Büchners in zwei Jahrhunderten erfahren hat und weiter erfährt, muss heutzutage von Büchner-Rezeptionen in der Pluralform die Rede sein. Immer differenzierter entfaltet sich insbesondere die interkulturelle und intermediale Wirkung des Dichters, Wissenschaftlers und Revolutionärs. Sei es die Persönlichkeit des Dichters selbst, etwa beim Verfassen aufrührerischer Pamphlete, hellsichtiger Dichtungen oder fulminanter Briefe, auf der Flucht aus der Heimat oder am Seziertisch, seien es seine Figuren von Danton bis Lenz, von Leonce bis Woyzeck – das «Kind der neuen Zeit» genießt eine hohe internationale Resonanz in literarischen, theatralischen, filmischen, bildnerischen und performativen Diskursen. Anlässlich der internationalen Tagung zu Büchners 200. Geburtstag in Mailand (September 2013) untersuchen in diesem Band WissenschaftlerInnen aus Deutschland, Österreich, Großbritannien und Italien einige dieser Büchner-Rezeptionen, indem sie bekannte Konstellationen hinterfragen, überfällige Rekonstruktionen vornehmen und sich auf neues Terrain begeben.

Inhalt: Dietmar Goltschnigg: Kreuzungspunkte in den Wirkungsgeschichten Heinrich Heines und Georg Büchners – Ariane Martin: Büchner und Wedekind – Marco Castellari: Verwischte Spuren. Zu Bertolt Brechts Büchner-Rezeption – Gerhard Friedrich: Georg Büchner und die Post-DDR-Literatur – John Guthrie: Büchners Dantons Tod im englischen Theater – Serena Grazzini: Leonce und Lena: Italienische Rezeptionen – Alessandro Costazza: Woyzeck im Gefängnis – Luca Zenobi: Woyzeck als multimediales Stück. Über einige zeitgenössische Inszenierungen – Michela Garda: Vom Text zum Song: Büchners Woyzeck und Tom Waits’ Blood Money – Elisabetta Fava: Zwischen Schauspiel und Literaturoper: Dantons Tod in der Vertonung von Gottfried von Einem (1947) – Dagmar von Hoff: Woyzeck im Film. Georg Büchners Dramenprojekt als Fenster in die Welt – Simonetta Sanna: Isabelle Krötsch, Hans Kremer, BÜCHNER.LENZ.LEBEN. Belebung einer Dichtung durch Umsetzung vor Ort – Christian Neuhuber: «Sehen Sie jezt die Kunst …» Woyzeck-Verbildlichungen vom Expressionismus bis zur Comic-Art – Moira Paleari: Woyzeck in der Comic-Kunst: Büchners Drama in den «sprechenden Bildern» von Dino Battaglia – Michele Sisto: Notwendige Bedingungen: Georg Büchner im literarischen Feld Italiens 1914-1955 – Gabriella Rovagnati: Forschung und Übersetzung. Giorgio Dolfinis doppeltes Engagement für Georg Büchner.

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Günter Grass (1927-2015)

[Oggi è morto Günter Grass. Attraverso di lui, incappando un giorno nella copertina tutta bianca della traduzione italiana di Ein weites Feld (È una lunga storia), spaesante romanzo storico postmoderno che ha per protagonista un Theodor Fontane redivivo, ho scoperto la letteratura contemporanea e mi sono convertito alla letteratura tedesca, dedicandogli poi la tesi di laurea. Anni dopo sono tornato a fare i conti con lui e con la sua poetica nell’articolo Le vie degli scrittori dopo l’89: Günter Grass e Christa Wolf e in una recensione al volume Günter Grass: un tedesco contro l’oblio di Giulio Schiavoni (Carocci, 2011), uscita sull’Osservatorio critico della germanistica (n. 36). Rileggendola ora, mi accorgo che avevo scelto la morte, come tema centrale e punto di fuga. La ripubblico qui. L’immagine è sgranata, lo so, ma mi piace così. M.S.]

Michele Sisto

Per circa trent’anni il profilo di Günter Grass tracciato da Giulio Schiavoni, e apparso per i tipi della Nuova Italia nel 1980 nella benemerita serie mensile Il Castoro, è stato il testo di riferimento per i lettori italiani in cerca di una sintesi ragionata e ben informata sulla vita e l’opera dello scrittore di Danzica. E con buone ragioni, perché quel volumetto quadrato, in cui l’analisi dei testi grassiani, condotta sulla base di una meticolosa bibliografia, culminava nelle ampie, avvincenti letture del Tamburo di latta e del Rombo, era davvero bello: fin dalla copertina, ornata dai plastici objects trouvées di Mario Mariotti. Probabilmente anche per questo, nonostante il passare degli anni e la crescente statura dell’autore, la concorrenza è stata esigua, e nemmeno veramente tale, poiché non si muoveva sul piano dell’alta divulgazione bensì su quello della critica testuale, con gli studi monografici di Cesare Giacobazzi sulla trilogia di Danzica (1993) e su Il mio secolo (2006), gli atti del convegno internazionale organizzato da Roberto Bertozzi nel 2002 e infine con il bel volume curato da Maurizio Pirro nel 2006, Ex oriente picaro: l’opera di Günter Grass, nel quale quattordici giovani germanisti si avvicendano nel passare in rassegna le principali opere dello scrittore. Continue reading

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Convegno: Le lettere di Friedrich Hölderlin


Convegno internazionale

Le lettere di Friedrich Hölderlin: filosofia e poesia.
Hölderlins Briefe: Philosophie und Dichtung

9/04/2015 dalle 14:30 alle 20:00, Università di Udine
Sala “R. Gusmani”, Palazzo Antonini – via Petracco 8, Udine

10/04/2015 dalle ore 9:00 alle ore 13.30, Università di Udine
Sala Florio, palazzo Florio – via Palladio 8, Udine

ingresso libero

locandinaprogramma

Il 9 e 10 aprile 2015 si terrà all’Università di Udine un convegno internazionale dedicato a Friedrich Hölderlin (1770-1843), il celebre poeta tedesco amico di Hegel e di Schelling, allievo di Schiller e Fichte, che dialogò con Goethe, Novalis, Herder e contribuì alla nascita dell’Idealismo. Al convegno, intitolato “Le lettere di Friedrich Hölderlin: filosofia e poesia”, parteciperanno studiosi italiani e stranieri provenienti da tutta Europa. Le lettere di Hölderlin costituiscono uno dei documenti più preziosi per accedere alla biografia del poeta e per comprenderne l’opera e la poetica. La lettera costituisce alla fine del Settecento un mezzo espressivo codificato, utilizzato sia nel genere del trattato filosofico che in quello del romanzo. Hölderlin stesso se ne serve nel romanzo Hyperion e negli abbozzi di alcuni saggi. Continue reading

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Per Renato Solmi

[Mercoledì scorso, 25 marzo, è morto Renato Solmi. Qui il ricordo di Luca Lenzini sul manifesto. Non riuscendo a trovare parole migliori, ripubblico una vecchia recensione sulla sua splendida Autobiografia documentaria (Quodlibet 2007), in cui sono raccolti i suoi scritti più importanti. Che andrebbero riletti spesso. M.S.]

Michele Sisto

La mia generazione ha un trucco buono
Critica tutti per non criticar nessuno
E fa rivoluzioni che non fanno male
Così che poi non cambi mai
Essere innocui insomma ché se no è volgare
(Afterhours)

solmi2“…Negli anni che stiamo attraversando, quando una greve cappa di inerzia e di rassegnazione, un clima soffocante di ottusità e di atonia, sembra quasi paralizzare noi stessi e la maggior parte dei nostri conoscenti: al punto da farci desiderare che qualcuno possa tornare, come lui [Raniero Panzieri], a destarci dal nostro sonno pesante, a farci sentire la scossa elettrica di una corrente vitale, a risvegliare in noi le energie sopite e la coscienza di ciò che sappiamo e ci sforziamo invano di dimenticare”.

Mi sono accorto che tra i miei coetanei – sono nato nel 1976 – o meglio, tra quelli di loro che come me si sono avviati, e i migliori non senza remore e perplessità, alla carriera “intellettuale” e dedicano gran parte della loro giornata a leggere e scrivere in università, istituti di ricerca, case editrici, redazioni di riviste, il nome di Renato Solmi suscita curiosità, ammirazione, a volte reverenza. Continue reading

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CFP: Volume su Lavinia Mazzucchetti

Call for papers per il volume

Lavinia Mazzucchetti:
transfer culturale e impegno civile nell’Europa del Novecento

 a cura di Massimo Bonifazio, Arturo Larcati, Mario Rubino e Michele Sisto

Edizioni di Studi Germanici, Roma

Il 29 gennaio 2015 si è tenuta alla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori di Milano la giornata di studi Lavinia Mazzucchetti: transfer culturale e impegno civile nell’Europa del Novecento, organizzata da Massimo Bonifazio, Arturo Larcati, Mario Rubino e Michele Sisto in collaborazione con la Fondazione Mondadori. Il programma completo della giornata è consultabile qui (mentre qui si trovano una presentazione e l’indice del volume «Come il cavaliere sul lago di Costanza»: Lavinia Mazzucchetti e la cultura tedesca in Italia, pubblicato per l’occasione a cura di Anna Antonello nella collana Carte raccontate della Fondazione Mondadori).

Il volume degli atti della giornata di studi, che verrà pubblicato a cura degli organizzatori per le Edizioni dell’Istituto Italiano di Studi Germanici, è aperto a ulteriori contributi rispetto a quelli presentati e discussi a Milano. Si accolgono pertanto proposte, in particolare sui seguenti temi.

  1. Traiettoria biografica di LM
  2. LM saggista letteraria e politica
  3. LM consulente editoriale e organizzatrice di gesammelte Werke
  4. LM mediatrice culturale (attraverso la sua rete epistolare europea)
  5. LM traduttrice e teorica della traduzione
  6. La cultura politica di LM
  7. LM germanista (la carriera universitaria)
  8. LM autrice di manuali per l’insegnamento della lingua tedesca
  9. LM giornalista (corrispondenze dalla Germania)
  10. LM e gli intellettuali italiani
  11. LM come intellettuale donna
  12. LM e la cultura milanese

Nella selezione delle proposte si privilegeranno i contribuiti 1) basati su ricerche d’archivio e 2) focalizzati sui punti 7-12, meno rappresentati degli altri nella giornata di studi. Tutti i contributi, che non dovranno eccedere le 40.000 battute, spazi, note e bibliografia inclusi, verranno sottoposti a peer review a cura della casa editrice.

La scadenza per la presentazione delle proposte è il 15 maggio 2015.
L’accettazione sarà comunicata non oltre il 15 giugno 2015.
La scadenza per la consegna dei contributi è il 31 gennaio 2016.
Il volume sarà pubblicato entro l’estate 2016.

Per informazioni: michele.sisto@gmail.com

Roma, 23 marzo 2015

Massimo Bonifazio, Arturo Larcati, Mario Rubino, Michele Sisto

scarica il CFP in pdf

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La nascita del principio della democrazia parlamentare nel progetto della Paulskirchenverfassung del 1848

[Pubblichamo il testo rielaborato – e finora inedito – della relazione tenuta da Fabrizio Cambi il 24 marzo 2011 all’Associazione Culturale “Antonio Rosmini” di Trento per il ciclo “Risorgimento e Costituzioni in Europa”. M.S.]

Fabrizio Cambi

Rispetto all’Italia la Repubblica Federale di Germania dovrà attendere il 2021 per celebrare il centocinquantesimo anniversario della sua unificazione, coronamento di un lungo percorso costellato di snodi e strappi storici e politici che, dopo la caduta del Muro nel 1989, ha portato all’attuale assetto costituzionale. È singolare e al tempo stesso illuminante osservare quanto la distanza temporale si riduca, rivelandosi per certi aspetti quasi irrilevante, nel risalire a quella vicenda straordinaria che fu la Frankfurter Nationalversammlung del maggio 1848, prodromo e viatico di un lungo e tormentato processo che avrebbe condotto all’unificazione tedesca nel 1871, ma soprattutto ancora punto di riferimento ideale e liberale nel 1949. L’unicità dell’Assemblea nazionale di Francoforte è attestata fra l’altro dal fatto che in questo caso anche l’attiva partecipazione a questo evento di figure di letterati e di scrittori di primo piano, e non solo di costituzionalisti, giuristi e storici del diritto, contribuisce a spiegare il grande progetto di costruzione e applicazione della Paulskirchenverfassung, basata per la prima volta sul principio della democrazia parlamentare. Continue reading

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