Tragedia e teatro postdrammatico | H.Th. Lehmann in Italia

6 fotografia_Lehmannmarzo 2015
lectio magistralis
Hans-Thies Lehmann
Tragedy and Postdramatic Theatre
(Università degli Studi di Milano)
Qui maggiori informazioni

L’evento, in collaborazione con il Goethe-Institut Mailand, apre la serie lezioni dottorali del Dottorato in Studi linguistici, letterari e interculturali in ambito europeo ed extra-europeo ed è organizzato nel contesto della convenzione scientifica tra Università degli Studi di Milano e Villa Vigoni (Centro Italo-Tedesco per l’Eccellenza Europea).

Proprio a Villa Vigoni Lehmann interviene nei giorni precedenti
al convegno Testi che “aspettano la storia”. I Lehrstücke di Brecht nel dialogo italo-tedesco, curato da Florian Vaßen e Milena Massalongo (2-6 marzo, qui)

 

Hans-Thies Lehmann è figura di spicco degli studi teatrali internazionali. Il suo fondamentale volume sul Teatro postdrammatico, edito in tedesco nel 1999, è tradotto in oltre venti lingue; fra le sue ultime pubblicazioni si segnala il ponderoso studio su Tragedia e teatro drammatico (Berlino 2013). Professore emerito della Goethe-Universität Frankfurt am Main, Lehmann è stato visiting professor in svariati atenei del mondo (tra l’altro Paris III, Paris VIII, Paris X, Amsterdam, Tokyo, Virginia, Kent).

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Lavinia Mazzucchetti e la cultura tedesca in Italia

Copertina_MazzucchettiNel cinquantesimo anniversario della morte, Fondazione Mondadori dedica alla grande germanista milanese Lavinia Mazzucchetti un volume della collana “Carte raccontate”. A partire dalle carte d’archivio, i cinque autori Anna Antonello, Mario Rubino, Arturo Larcati, Michele Sisto e Massimo Bonifazio mettono a fuoco degli aspetti poco noti della vita professionale dell’autorevole traduttrice e consulente editoriale. Il volume si chiude con una sintetica descrizione del fondo a cura di Anna Lisa Cavazzuti.

Il lungo saggio della curatrice Anna Antonello mira a ricostruire la traiettoria biografica della Mazzucchetti definendo con precisione il ruolo di mediatrice tra il mondo letterario italiano e tedesco da lei ricoperto fin da giovane. In rapida successione appaiono la giovane studentessa promettente e la vivace insegnante di liceo, l’appassionata studiosa di Schiller e di Schlegel, l’intraprendente corrispondente del «Secolo» e la sagace traduttrice e consulente editoriale, sempre a caccia di novità letterarie tra Germania, Austria e Svizzera. È il bilancio di un’esistenza dedicata alla ricerca e alla formazione, segnata da molte rinunce (l’allontanamento dall’Università e dall’insegnamento scolastico impostole dal fascismo), ma anche da grandi soddisfazioni tra cui l’amicizia con due importanti protagonisti della storia della letteratura tedesca del Novecento, Stefan Zweig e Thomas Mann. Continue reading

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Uwe Johnson, La maturità del 1953

[Il 2014-2015 segna un meritorio ritorno d’interesse degli editori italiani per Uwe Johnson. Mentre L’Orma prosegue la pubblicazione della tetralogia I giorni e gli anni, ora giunta al terzo volume, Keller  dà alle stampe nella traduzione di Fabrizio Cambi il suo primo romanzo, La maturità del 1953 (Ingrid Babendererde. Reifeprüfung 1953), scritto tra il ’53 e il ’57 e uscito postumo soltanto nel 1985. Pubblichiamo qui la prefazione del traduttore. M.S.]
Fabrizio Cambi

L’epilogo del romanzo è esplicitato già nell’incipit, nel primo dei cinque capitoli in corsivo che descrivono il dopo, gli effetti di una decisione presa da due studenti, Klaus Niebuhr e Ingrid Babendererde, di lasciare nel 1953 la DDR, quattro anni dopo la sua fondazione, il giorno prima del loro esame di maturità. Un treno rapido li porta a Berlino dove saliranno su aerei diversi per destinazioni diverse nella Repubblica Federale. La narrazione, mimetizzata proiezione autobiografica, anticipa il viaggio di non ritorno dell’autore Uwe Johnson (1934-1984) che, ignorato e boicottato, abbandona la DDR nel 1959 portando con sé il manoscritto del romanzo Congetture su Jakob, pubblicato nello stesso anno da Suhrkamp, il cui successo immediato è equivalente alla contemporanea uscita de Il tamburo di latta di Günter Grass.

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Mario e il mago: Thomas Mann e Luchino Visconti raccontano l’Italia fascista

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Una mostra della Casa di Goethe curata da Elisabeth Galvan.

In collaborazione con Buddenbrookhaus, Lübeck; Thomas Mann Archiv, Zürich; Università di Napoli L’Orientale, Deutsche Thomas Mann-Gesellschaft, Sitz Lübeck e.V.; Associazione Italiana di Studi Manniani (AISMANN)

Casa di Goethe, Roma, 14.2. – 26.4.2015

scarica l’invito

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Un giornata su Lavinia Mazzucchetti a Milano

Mazzucchettiscarica l’invito e il programma

Il 29 gennaio 2015 si terrà alla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori di Milano la giornata di studi Lavinia Mazzucchetti: transfer culturale e impegno civile nell’Europa del Novecento.

Lavinia Mazzucchetti (1889-1965), il cui fondo archivistico è conservato alla Fondazione Mondadori, è una figura centrale quanto misconosciuta della cultura italiana del secolo scorso, soprattutto per la sua attività di mediatrice di cultura tedesca. Dietro gran parte degli autori più apprezzati nel nostro paese fra gli anni ’20 e gli anni ’60, da Thomas Mann a Stefan Zweig passando per Hermann Hesse, c’è lei: le recensioni con cui fin dagli anni ’20 dà conto su «I Libri del giorno» delle novità letterarie tedesche, le pionieristiche traduzioni proposte nella collana Narratori Nordici, da lei stessa diretta per Sperling & Kupfer, i pareri di lettura che per decenni alimentano le principali collane mondadoriane, dai Libri della Palma a Medusa, e non da ultimo studi rigorosi e informatissimi come Schiller in Italia o Il nuovo secolo della poesia tedesca, che la portano a un passo dalla cattedra di Letteratura tedesca dell’Università di Milano. I suoi stretti rapporti di amicizia con Thomas Mann, Stefan Zweig e altri intellettuali antifascisti le consentono, durante la guerra, di rappresentare l’«altra Germania», attraverso forme di resistenza culturale e una vastissima rete epistolare.

L’incontro milanese – organizzato dalla Fondazione Mondadori in collaborazione con l’Istituto Italiano di Studi Germanici di Roma, le Università di Catania e Verona, il Goethe Institut, la Fondazione Cariplo e la Regione Lombardia – intende promuovere lo studio dell’intensa e sotterranea attività e dei rapporti internazionali di questa straordinaria figura invitando al confronto studiosi di letteratura tedesca e italiana, di storia contemporanea e storia dell’editoria, tra cui Anna Antonello, Natascia Barrale, Massimo Bonifazio, Mariarosa Bricchi, Anna Lisa Cavazzuti, Paola Maria Filippi, Arturo Larcati, Giorgio Mangini, Elisabetta Mazzetti, Gabriella Rovagnati, Mario Rubino e Michele Sisto.

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Gli strumenti attuali della germanistica italiana

[Riceviamo dagli amici Maurizio Pirro, Massimo Salgaro e Michele Vangi, questa Lettera aperta per prossimo incontro (2016): Gli strumenti attuali della germanistica italiana, che pubblichiamo volentieri. M.S.]

Cari amici,

volevamo scrivervi questa mail prima di Natale per inserirvi i nostri auguri a voi e alle vostre famiglie ma visto che alcuni impegni ci hanno distratto, ora non ci resta che esprimervi un augurio di buon anno. Dopo l’ultimo incontro di “Gli strumenti attuali della germanistica Italiana/Die italienische Germanistik und ihre aktuellen Methoden”, svoltosi a Villa Vigoni e all’Università di Milano da  23 al 24 settembre 2014, generosamente sostenuto dal finanziamento del DAAD e dalla collaborazione del direttivo AIG – il primo si era svolto a Verona il 22-23.11.2012 – a cui molti di voi eravate invitati e al quale molti di voi hanno partecipato, abbiamo pensato che fosse venuto il momento di fissare alcuni punti che ci hanno guidato nell’organizzazione di questi incontri e di comunicarveli. Abbiamo deciso di estendere questo invito anche ad alcuni che, per un motivo o per un altro, non hanno partecipato ai primi due incontri; l’intento è quello di estendere il più possibile il nostro appello alla collaborazione. Continue reading

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Studi Germanici 5 (2014)

«Studi Germanici»
è online e in open-access qui

A questo numerorivista5-2014small di «Studi Germanici» hanno contribuito – con racconti, poesie, aforismi – più di venti scrittori di diverse nazionalità: cubani, spagnoli, bulgari, brasiliani, inglesi, tedeschi, italiani, danesi. La cosa è inusuale per una rivista di germanistica, ma l’oggetto di tanta partecipazione è Kafka. Per una volta non studi su un autore, ma il tentativo di vedere come gli scrittori contemporanei in giro per il mondo “vivono” il più grande autore del Novecento tedesco – e non solo tedesco. Come dimostrano i testi che abbiamo raccolto, Kafka è entrato a far parte di culture molto lontane più di ogni altro autore, non foss’altro perché un aggettivo come kafkiano non sta a indicare una cifra stilistica o un modo di fare letteratura, ma un caratteristica profonda del nostro stare al mondo. Nel decennale della scomparsa dedichiamo un ricordo a Giuliano Baioni. Per il resto la rivista mantiene la sua struttura con i saggi della sezione “Nordica” e della “Germanistica”. Alla Francia è dedicata la nostra inchiesta sulla germanistica nel mondo. L’“Osservatorio” con le sue recensioni conclude anche questo numero di «Studi Germanici».

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Premio Benno Geiger

Pubblichiamo il bando del Premio per la traduzione poetica Benno Geiger. La scadenza per l’invio dei libri è il 15 giugno 2015. L’immagine è tratta da qui.

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Il carteggio tra Stefan Zweig e Lavinia Mazzucchetti

Zweig-Mazzucchetti[Questo saggio è uscito in Un luogo per spiriti più liberi. Italia, italiani ed esiliati tedeschi, a cura di Alessandra Schininà e Massimo Bonifazio, Roma, Artemide, 2014. M.S.]

Arturo Larcati

Scopo del presente saggio è di illustrare il progetto di una edizione commentata del carteggio tra Stefan Zweig (1881-1942) e Lavinia Mazzucchetti (1889-1965). Quando i due cominciano a scriversi alla fine degli anni Venti, lo scrittore austriaco non è solo l’autore di lingua tedesca più tradotto nel mondo, ma è uno dei rappresentanti più importanti della causa pacifista ed europeista, mentre lei si appresta a diventare la sua traduttrice italiana più importante. Non sarà l’unica né la prima, perché si dividerà i compiti con Enrico Rocca (1895-1944), un altro importante pioniere della germanistica italiana, ma sarà quella che tradurrà di più, diventando la sua ‘traduttrice ufficiale’, tanto che alcune delle sue versioni sono ancora oggi in commercio. Dopo la guerra Lavinia Mazzucchetti combatterà una strenua lotta per il riconoscimento morale e materiale del ruolo da lei svolto con assiduità per tanti anni: essere la portavoce privilegiata dell’eredità culturale e morale di Stefan Zweig in Italia. Continua a leggere in pdf

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Valore di esposizione e museificazione (a Verona)

Workshop VeronaAll’Università degli Studi di Verona si terrà da giovedì 20 a sabato 22 novembre 2014 il Workshop Internazionale “Valore di esposizione e museificazione. L’opera d’arte nell’epoca della mercificazione dell’eredità culturale”. Il workshop, che è stato finanziato dal DAAD, è coorganizzato dalla Dott. ssa Milena Massalongo, germanista del Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Verona, e dal Prof. Dr. Ludger Schwarte, filosofo, della Kunstakademie di Düsseldorf. Al tavolo di discussione sono stati invitati studiosi di arte e letteratura, filosofi e sociologi, per indagare il rapporto problematico che abbiamo con il passato, con la tradizione, con l’arte, chiamando in causa due pratiche complementari che tramano il nostro rapporto col passato, ma anche con il presente: l’archiviazione e l’esposizione, due pratiche che vanno al di là dei luoghi materiali e immateriali del museo e dell’archivio e che coinvolgono le conoscenze e le vite non meno che le opere d’arte.

Punti di riferimento teorico sono Walter Benjamin, in particolare il suo saggio su L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, dove compare per la prima volta un “valore di esposizione” che si afferma con la riproduzione e produzione tecnologica delle opere, e Giorgio Agamben che in più occasioni ha parlato di un’ “esponibilità pura” che contrassegna la società contemporanea, una sorta di sequestro dove le cose, le opere, le vite, non vengono né usate né semplicemente deposte, lasciate libere, ma sottratte ad ogni forma d’uso e semplicemente esibite.

Il convegno vede la partecipazione straordinaria del filosofo Giorgio Agamben che venerdì 21 novembre terrà un open lesson dal titolo L’eclissi dell’opera d’arte, e il poeta tedesco Durs Grünbein che leggerà per l’occasione poesie in tema tradotte per la prima volta in italiano.

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Gli intellettuali e guerra

Gli intellettuali e la guerra
Convegno internazionale in ricordo di Elio Matassi
Roma, 26-27 Novembre 2014
Uiversità RomaTre, Aula Conferenze (ex linguistica), Viale Ostiense 234
[immagine: Georg Grosz, Kriegstauglich, 1918]
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Tra i due fronti

Tra i due fronti24 – 25 novembre 2014
Sala delle conferenze dell’Accademia
Via Innerhofer, 1 | Merano
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Peter Handke, Il blues della metropolitana

Werkstatt-Traduzionescarica la locandina

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Omaggio a George Tabori (1914-2014)

Tabori PortraitMilano
27 novembre 2014

Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dellUniversità degli Studi di Milano

in collaborazione con
Piccolo Teatro di Milano
Consolato Generale d’Ungheria di Milano
Forum Austriaco di Cultura di Milano
Goethe-Institut Mailand
Comunità Ebraica di Milano

PROGRAMMA
LOCANDINA
BIO

 

Un progetto di Marco Castellari e Laura Forti  per il centenario della nascita di George Tabori.

Convegno scientifico
(10:30-16:30, Università degli Studi di Milano, Sala Napoleonica di Palazzo Greppi, via S. Antonio 10)

Intervengono: Eva Banchelli, Chiara Maria Buglioni, Marco Castellari, Laura Forti, Alessandra Goggio, Caroline Patey e Gabriella Rovagnati.

Lettura taboriana
(18:00, Chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro di Milano, via Rovello 2)

Drammaturgia di Laura Forti su testi di George Tabori.
Con: Gilberto Colla, Enrico Fink e Karina Arutyunyan

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Il teatro di Peter Handke, a Roma

Terra sonoraA cura di Valentina Valentini e Francesco Fiorentino
In collaborazione con Scuolaroma
Coordinamento Daria Deflorian
Scarica  locandina e programma

LA TERRA SONORA. IL TEATRO DI PETER HANDKE nasce con l’intento di mettere al centro dell’attenzione di studiosi, artisti e pubblico la produzione teatrale dell’autore austriaco, nell’anno in cui gli è stato assegnato il prestigioso Premio Ibsen. Il progetto, (settembre 2013/novembre 2014) in questa sua ultima apertura, mette a confronto alcune messinscene dei primi testi di Handke con delle letture e delle mise en espace dei suoi lavori più recenti, finora inediti in Italia. Diversi gli appuntamenti, fra cui il convegno internazionale che si terrà al Goethe-Institut. Continue reading

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