Scrittura e coscienza

Nel centenario della nascita di Wolfgang Hildesheimer (1916-1991)

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Giornata di Studio
12-13 dicembre 2016
Università degli Studi di Pisa
Aula Magna di Palazzo Boileau (Via S. Maria 85)

Qui la locandina e ulteriori informazioni

segue il PROGRAMMA Continue reading

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Nuova collana di poesia: Le Meteore

Da oggi in libreria per Effigie i primi due volumi della nuova collana di poesia “Le Meteore”, diretta da Domenico Brancale e Anna Ruchat: Christine LavantPoesie scelte da Thomas Bernhard (traduzione di Anna Ruchat) e Claude Royet-JournoudLe nature indivisibili (traduzione di Domenico Brancale).

 
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Caratteristica della collana è lo sguardo rivolto al di fuori dei confini italiani. Si pubblicheranno autori stranieri, viventi e non, che non siano ancora o non siano più presenti sul mercato italiano. La poesia italiana sarà presente soltanto attraverso figure di poeti importanti e dimenticati, in qualche modo esiliati in patria come Dario Villa, Michele Ranchetti, Rodolfo Quadrelli, Franco Ferrara.

Tra gli autori di prossima pubblicazione: Donaldas Kajokas, Charles Olson, Jacques Roubaud, Helga Novak, Stefan Hyner, William Carlos Williams.

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Convegno: Elementi musicali nella poesia di Friedrich Hölderlin

Dal 9 all’11 Dicembre 2016 si svolgerà a Venezia, presso la Fondazione “G. Cini” il Convegno “Alternanza dei toni”: elementi musicali nella poesia di Friedrich Hölderlin e la sua ricezione tra i compositori. Un dialogo tra germanistica e musicologia, organizzato da Gianmario Borio ed Elena Polledri, finanziato dal DAAD con fondi del Ministero degli Esteri tedesco e dal Centro Tedesco di Studi Veneziani, in collaborazione con la Sezione Italiana della Hölderlin-Gesellschaft e le Università di Udine e Pavia, con il patrocinio del Consolato Generale tedesco di Milano.

L’intento è di analizzare l’intenso rapporto di Hölderlin con la musica e la forte attrazione dei musicisti per la sua opera: la germanistica da tempo ha messo in rilievo come l’arte dei suoni impregni profondamente l’opera di Hölderlin, che definì la sua poetica un’“alternanza dei toni” e le sue poesie “canti”; la musicologia ha rilevato l’ampiezza e la durata dell’influenza del poeta sui compositori, via via intensificatasi nel corso del XX secolo; il convegno si propone ora di analizzare entrambi gli aspetti in un contesto interdisciplinare attraverso il dialogo tra germanisti, musicologi e filosofi.

Scarica il programma

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Peter Weiss 1916-2016. Experiment und Engagement heute

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Le Università degli Studi di Ferrara (Dip. di Studi Umanistici) e di Milano (Dip. di Lingue e Letterature Straniere) organizzano in cooperazione con il Goethe-Institut Mailand il convegno internazionale interdisciplinare Peter Weiss 1916-2016. Experiment und Engagement heute (Ferrara, Istituto Universitario di Studi Superiori).

Il convegno prende spunto dal centenario della nascita di Peter Weiss per interrogarsi sull’attualità della sua opera pittorica, filmica, letteraria e teatrale e sul ruolo che ha, nel nostro tempo, il recupero mediato della sua estetica sperimentale e militante.

Organizzatori / contatti:
Matteo Galli — matteo.galli@unife.it
Marco Castellari — marco.castellari@unimi.it

Il convegno sarà trasmesso in streaming –> https://unife.adobeconnect.com/cpw

Qui sotto il programma degli interventi.
Locandina e programma dettagliati sono scaricabili agli indirizzi
https://goo.gl/ciV29x
https://goo.gl/uoEloL

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Konstantin Ulmer, VEB Luchterhand?

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VEB Luchterhand?
Ein Verlag im deutsch-deutschen
literarischen Leben

Berlin, Ch. Links, 2016

Paola Quadrelli

Nel 1954 Hans Mayer in occasione di un discorso pubblico tenuto per il 110° giubileo della casa editrice Rütten & Loening, auspicava il rafforzarsi di un approccio sociologico agli studi letterari che tenesse conto di generi letterari sino ad allora negletti, quali la produzione giornalistica e la letteratura di consumo, e che prestasse attenzione anche al contesto in cui la singola opera viene proposta e recepita: la storia delle grandi case editrici è dunque “parte costitutiva della storia letteraria in senso lato”, asseriva Mayer, il quale constatava, del resto, come basta pronunciare il nome di certe case editrici per evocare immediatamente determinate costellazioni letterarie e storico-letterarie.

Nei decenni più recenti, l’imporsi negli studi letterari del paradigma sociologico di Pierre Bourdieu ha comportato l’intensificarsi di studi legati alla storia delle case editrici, individuate come campi di forze in cui si incontrano e scontrano interessi estetici e commerciali, in cui si riverberano le tensioni sociali e storiche in atto e in cui il lavoro di traduttori, redattori e consulenti determina il contesto e definisce gli orizzonti interpretativi all’interno dei quali la singola opera letteraria viene recepita.

In ambito tedesco, il lettore disponeva già a partire dagli anni Novanta di mappature e ricognizioni relativi alla struttura, la rete di collaboratori e i programmi editoriali delle case editrici che ad Ovest e ad Est contribuirono a definire la storia letteraria del dopoguerra, da Suhrkamp a Rowohlt, da Fischer a Kiepenheuer e Hanser sino alle tedesco-orientali Aufbau e Volk und Welt. La casa editrice Luchterhand, che promosse la diffusione della letteratura tedesco-orientale nella Germania federale e favorì come poche altre case editrici il dialogo culturale tra le due Germanie non aveva ottenuto sinora un’attenzione adeguata da parte degli studiosi. Va dunque a colmare una evidente lacuna la recentissima monografia di Konstantin Ulmer, VEB Luchterhand? Ein Verlag im deutsch-deutschen literarischen Leben (Ch. Links, Berlin 2016, pp. 488), che si segnala per la stupefacente messe di informazioni, il rigore scientifico congiunto a un’esposizione chiara e appassionante, l’intelligente capacità di sintesi e l’originalità delle analisi.

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Il servitore di due padroni. Ovvero: Truffaldino a Taranto di Volker Braun. Lettura scenica

Segnaliamo la lettura scenica del testo di Volker Braun, organizzata dall’Unione culturale Franco Antonicelli e dal Goethe Institut di Torino che si terrà il 10 novembre alle ore 21,00,  presso il Polo del ‘900 -Tornino, via del Carmine 14-.

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Come va il lavoro? Bene, sono malato terminale.

Da Il servitore di due padroni. Ovvero: Truffaldino a Taranto di Volker Braun

(trad. it. Anna Chiarloni)

Il caso dell’Ilva a Taranto è solo uno degli esempi recenti di una frattura tragica fra ambiente, salute e lavoro, tra esigenze produttive e tutela ambientale, tra necessità industriali e rischio sanitario che continua a mietere vittime e a distruggere intere comunità. Alla parabola distruttiva dell’Ilva di Taranto, il grande drammaturgo e poeta tedesco Volker Braun (La sponda occidentale, 2009; La Storia incompiuta e la sua fine, 2012) ha dedicato un testo teatrale intitolato Il servitore di due padroni. Ovvero: Truffaldino a Taranto, tradotto in italiano da Anna Chiarloni. Prendendo spunto da Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni, il testo trasforma Arlecchino in Truffaldino e lo porta a muoversi tra i veleni dell’acciaieria in cui lavora da precario, tenuto sotto scacco da un doppio rischio: di morire di fame per la mancanza di lavoro oppure di malattia a causa della fabbrica.

Il testo sarà letto in anteprima assoluta da due interpreti di eccezione, Valter Malosti e Gaetano Colella durante la prima parte di una serata organizzata dall’Unione culturale Franco Antonicelli e dal Goethe Institut di Torino presso la Sala Novecento del Polo del ’900.

Oltre ad essere attualmente in scena ne Il giardino dei  ciliegi di Anton Cechov diretto da Malosti per il Teatro Stabile di Torino, Gaetano Colella è direttore artistico della cooperativa teatrale Crest, con la quale ha portato in scena la pièce Capatosta da lui scritta e dedicata proprio alle vicende Ilva. Capatosta si è aggiudicata nel 2015 il premio Storie di Lavoro rivolto a gruppi, compagnie e singoli artisti operanti sul territorio nazionale ed europeo nell’ambito di teatro, danza, circo ed arti performative per sostenere e promuovere i progetti che raccontano il lavoro come chiave di accesso alla complessità della contemporaneità.

Alla lettura scenica del testo di Volker Braun, presentato da Anna Chiarloni, seguirà un dibattito sul diritto alla salute nei luoghi di lavoro tra Sebastian Plickert dell’Ente federale tedesco per la tutela dell’ambiente e l’avvocato Sergio Bonetto. Quest’ultimo è stato difensore di parte civile per i familiari dei lavoratori deceduti nell’incendio alla Thyssen di Torino nel 2007; dal 1986 ha difeso le vittime per l’esposizione all’amianto a Casale Monferrato ed è avvocato di parte civile dei cittadini di Taranto e dei lavoratori dell’Ilva nel processo contro i proprietari e i dirigenti di tale azienda. Il dibattito sarà moderato da Fulvio Perini, sindacalista, da sempre impegnato sul fronte della sicurezza e della prevenzione degli infortuni sul lavoro.

La serata, a ingresso libero e gratuito, è organizzata nell’ambito del progetto NarrAzioni. Raccontare le ombre del presente alla luce del Novecento coordinato dall’Unione culturale Franco Antonicelli per il Polo del ’900. Il progetto si propone di tematizzare in maniera originale fenomeni problematici di grande attualità: dalle elezioni USA al ritorno dei nazionalismi in Europa, fino ad arrivare ai conflitti crescenti fra industria, salute e ambiente, passando attraverso i diritti civili e sociali ancora negati.

 

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Call for papers per “Costellazioni” sul tema Ostalgie

Segnaliamo la Call di “Costellazioni”, rivista di Lingue e Letterature, sul tema della “Ostalgie”.

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Questo numero della rivista intende focalizzare il fenomeno culturale tedesco della ostalgia, ossia la “nostalgia per l’est” che è diventato un processo di identità dopo anni di discriminazione e di accuse di non “essere capaci di reggere le regole della concorrenza”. Il processo di unificazione ha fatto incontrare (e talvolta scontrare) aspettative diverse: da un lato l’illusione di acquisire, assieme alla cittadinanza, anche il livello di vita dell’Occidente, dall’altro la volontà di ‘fare i conti’ con la ‘dittatura’ comunista. Ma l’unione politica non ha comportato automaticamente l’unione sociale e culturale.

A circa dieci anni dall’unificazione, è scoppiata in Germania la cosiddetta Ostalgie. Ma questa nostalgia non ha nulla di politico: si tratta di una moda culturale, nata nei mercatini, fatta di oggetti desueti. Questa moda ha creato degli oggetti di culto che ora esprimono immediatamente l’epoca passata e hanno assunto valore di allegorie, per cui la loro sola presenza in un romanzo o in un film è un richiamo immediato alla DDR. Anche negli altri paesi dell’ex socialismo reale si assiste, in modi differenti, a questa “ostalgia” che di volta in volta assume differenti strategie identitarie, tutte volte alla cosiddetta “risemantizzazione del passato” a raccontare di nuovo, a “riscrivere” la storia della dittatura comunista e la storia della liberazione, per conferire un senso alla storia passata e ai nuovi processi di identità. Talvolta questa identità si identifica con la solidarietà umana che i lavoratori avevano sviluppato come forma di autodifesa nei confronti del regime, talvolta in narrazioni fantastiche, talvolta in rinati nazionalismi o localismi.

Le proposte in lingua inglese, tedesca e italiana, di massimo 300 parole, dovranno essere inviate ai curatori del volume, Mauro Ponzi (mauro.ponzi@uniroma1.it) e contestualmente all’indirizzo della rivista (rivistacostellazioni@gmail.com) entro il 15 novembre 2016.

I possibili approcci teorici e metodologici a questo argomento potrebbero comprendere:

  • storia della cultura 
analisi di testi letterari
  • profilo di autori
  • identificazione di movimenti culturali
  • teatro
 cinema 
mass-media giornalismo
  • gender studies
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SULLE TRACCE DI GEORGE TABORI

BUDAPEST – BERLINO – HOLLYWOOD – VIENNA – GERUSALEMME

Dal 27 ottobre al 11 novembrgte 2016

 

 

 

 


Teatro Franco Parenti

Università degli Studi di Milano
(Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere)

Progetto a cura di Marco Castellari e Irene La Scala

In occasione della messinscena de Le Variazioni Goldberg, per la prima volta rappresentato in Italia, un ciclo di lezioni, incontri, proiezioni e letture dedicati alla figura cosmopolita di George Tabori, drammaturgo, regista, scrittore e sceneggiatore ebreo di origine ungherese, tra i grandi protagonisti del teatro del Novecento.
Con Hermann Beil, Anat Feinberg, Laura Forti, Marco Castellari, Luca Micheletti, Antonella Ottai, Moni Ovadia, Quirino Principe, Luca Scarlini.

Con la collaborazione di Goethe-Institut Mailand e Forum Austriaco di Cultura di Milano

PROGRAMMA

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A scuola di tedesco nelle biblioteche trentine

Si segnala la pubblicazione on-line da parte della Soprintendenza dei Beni Culturali della Provincia di Trento del repertorio “A scuola di tedesco. Censimento sistematico della manualistica per l’insegnamento del tedesco nelle biblioteche trentine (1511-1924)” a cura di Manuela Rizzoli, direzione scientifica del progetto Paola Maria Filippi.

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L’iniziativa di studio ha indagato il patrimonio bibliografico delle principali biblioteche specialistiche e di conservazione della Provincia di Trento con l’obiettivo di creare un catalogo del materiale scolastico e non utilizzato dai madrelingua italiani per l’apprendimento del tedesco e molto spesso anche dai madrelingua tedeschi per l’apprendimento dell’italiano.

Si tratta di grammatiche, manuali, dizionari, libri di lettura, storie della letteratura e altri testi ancora, analiticamente descritti in un corpus di oltre 1.000 schede. Il censimento fornisce agli studiosi un fondamentale repertorio bibliografico, unico nel suo genere nel panorama degli studi italiani e internazionali.

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“L’utopia ferita” di Ingo Schulze: dialoghi con l’autore.

Mercoledì 5 ottobre 2016

Ingo SCHULZE dialoga con Lorenzo Bonosi e Stefano Zangrando (SIR – Euregio) Fondazione Caritro, Rovereto, ore 18.00

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“L’utopia ferita”, Ingo Schulze, a cura di Stefano Zangrando

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«Ecco, io credo che l’arte, la letteratura sia come esser seduti in questo treno e al tempo stesso poterlo vedere. E forse finora la letteratura, noi stessi abbiamo mancato il nostro compito, perché ci stupiamo troppo poco del mondo in cui viviamo, perché consideriamo normali certe cose invece di sollevarci contro ciò che avviene giorno dopo giorno.»

 Ingo Schulze

L’UTOPIA FERITA

Per una critica del presente

Il Margine,

collana “Dialoghi della pace”

Come siamo giunti a considerare «normale» ciò che avviene sotto i nostri occhi giorno dopo giorno? La mercificazione dei rapporti umani, la polarizzazione crescente fra ricchi e poveri, la pressione incontenibile dei rifugiati alle porte dell’Europa, lo sfruttamento neocoloniale di ampie parti del pianeta per nutrire il benessere dell’Occidente, sedicente «vincitore assoluto» della Storia: di tutto ciò andrebbe piuttosto colta l’«assurdità», se solo sapessimo prenderne coscienza. Ingo Schulze, che ha sperimentato il passaggio dal socialismo reale al capitalismo globale, si serve in questi testi della propria esperienza biografica per approdare a una riflessione senza sconti sulle contraddizioni del presente.

A cura di Stefano Zangrando

Ingo Schulze (Dresda, 15 dicembre 1962) è uno dei maggiori scrittori tedeschi e fra i più autorevoli intellettuali europei. Ai primi riconoscimenti e al successo internazionale del romanzo Semplici storie (1998) hanno fatto seguito numerosi premi e pubblicazioni; tra le ultime, Arance e angeli. Bozzetti italiani (2010) e, in italiano, Noi nella crisi. Chi paga il conto? (2013). Dal 2006 Schulze è membro dell’Accademia delle Arti di Berlino, dal 2007 dell’Accademia per la lingua e la poesia di Darmstadt.

Stefano Zangrando (Bolzano, 11 ottobre 1973) è dottore di ricerca in letterature comparate. Come critico collabora con varie testate e pubblica interventi sui maggiori siti letterari italiani. Fra le sue ultime pubblicazioni, Letteratura e migrazione in Italia (con Silvia Camilotti, saggi, 2010) e Amateurs (romanzo, 2016). Lavora come insegnante e traduttore fra il Trentino, l’Alto Adige e Berlino.

 

 

 

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L’Idea della bella letteratura alemanna di Bertola

Con la riedizione del primo studio storico-critico di un italiano sulla letteratura tedesca si inaugura una nuova collana di Mimesis: Alemanna. Storia della cultura tedesca in Italia.

Aurelio de’ Giorgi Bertola

Idea della bella
letteratura alemanna

a cura di Maurizio Pirro

Milano, Mimesis, 2016
Collana: Alemanna

Aurelio de’ Giorgi Bertola (1753-1798), oltre che poeta e saggista al centro di un fitto sistema di relazioni nella cultura italiana del secondo Settecento, è una figura di grande rilievo nella mediazione tra Italia e Germania. La sua Idea della bella letteratura alemanna  (1784), che riprende e integra l’Idea della poesia alemanna pubblicata cinque anni prima, è un’ampia ricostruzione storiografica in lingua italiana sulla storia della cultura letteraria in Germania dal Medioevo in poi, destinata a orientare per vari decenni il commercio intellettuale tra i due paesi. La familiarità di Bertola con le posizioni più avanzate dell’estetica neoclassica si incrocia con quella concezione civile della letteratura, tipica del mondo delle accademie, che identifica nella sfera delle forme simboliche una via privilegiata al raggiungimento della virtù individuale e della “pubblica felicità”.

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Bandierine al vento di Philipp Löhle a Tramedautore (Milano)

BANDIERINE AL VENTO di Philipp Löhle
traduzione Nadja Grasselli
con Silvio Barbiero, Emanuele Cerra, Marta Marchi, Clara Set
regia Toni Cafero
produzione Evoè!Teatro
20.9.2016 | ore 20.30 | Piccolo Teatro Grassi
scarica il programma di Tramedautore
per i lettori di germanistica.net: riduzione sul prezzo del biglietto a 8 € (anzichè 15)

Martedì 20 settembre Bandierine al vento, dell’autore tedesco Philipp Löhle, verrà messo in scena a Milano nell’ambito del festival internazionale di teatro Tramedautore organizzato da Outis – Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea. L’autore sarà presente a un incontro prima dello spettacolo organizzato in collaborazione con il Goethe-Institut Mailand.

Bandierine al vento è una commedia sul tema della felicità in una società che apparentemente offre tutte le possibilità di scelta, partendo dalla famiglia, nucleo economico di base, che ogni giorno simula la sua apparente perfezione.

Tramedautore è da sempre un punto di riferimento per il teatro contemporaneo italiano e internazionale e in ogni edizione ospitiamo spettacoli provenienti da diversi paesi. Il festival di quest’anno si svolgerà dal 15 al 25 settembre, e ospiterà spettacoli provenienti da Germania, Italia, Macedonia, Montenegro e Norvegia.

L’edizione 2016  è dedicata all’Europa e alle indagini delle tensioni che l’attraversano e dei risvolti che producono nell’ambito delle relazioni sociali e private. La crisi economica, con le sue ricadute sociali da un lato, le divisioni intergovernative sulla gestione del fenomeno immigratorio dall’altro, fanno montare fenomeni populisti e nazionalisti. Si assiste a una caduta delle tensioni valoriali – pace, libertà, difesa dei diritti umani, solidarietà – che in passato avevano accompagnato il processo di sviluppo europeo, oggi paiono indeboliti. Occorrono invece nuovi strumenti per rimettere in moto una partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e per affrontare le molte sfide della contemporaneità.

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Die Blechtrommel und die italienische Kulturszene Anfang der Sechziger Jahre

[Segnaliamo il saggio di Eva Banchelli pubblicato in The Echo of Die Blechtrommel in Europe. Studies on the Reception of Günter Grass’s The Tin Drum, edited by Jos Joosten and Christoph Parry, Leiden-Boston, Brill, 2016, e consultabile in open access su brillonline.]

Eva Banchelli

Die italienische Übersetzung von Die Blechtrommel erschien im Oktober 1962 in Italien nach Überwindung einer Woge des Misstrauens und der Verrisse seitens der Verlage. Das im Vergleich zur deutschen Originalausgabe von 1959 und den wichtigsten Sprachen im Westen (französische Übersetzung 1960; englische Übersetzung 1961) verspätete Erscheinungsdatum war nur am Rande durch die Problematik bedingt, einen für diese schwierige Aufgabe geeigneten Übersetzer ausfindig zu machen. In Wirklichkeit stellte vor allem das politische und kulturelle Klima gegen Ende der 50er Jahre ein Hindernis für die Bereitschaft zur Rezeption und Verbreitung des Romans von Grass dar. Das Land durchlebte damals eine Phase der tiefgreifenden Umwandlung und Neuorientierung, geprägt von einschneidenden Veränderungen, aber auch von einem starken Ungleichgewicht und von einer Kontinuität in Bezug auf die Vergangenheit. Erst ab dem Sommer 1960 begann man mit der Amtsübernahme der neuen Regierung unter dem Vorsitz von Amintore Fanfani und mit einer ersten Öffnung gegenüber der sozialistischen Partei allmählich aus der Nachkriegszeit mit ihrem kompakten klerikalen Moderatismus herauszufinden, welcher während der kurzen christdemokratischen Regierung unter Fernando Tambroni (von März bis Juli 1960) einen extremen Ausbruch von Autorität und Repression erfahren hatte. Die politische Wende hin zu einer Mitte-Links-Koalition, die mit der Bejahung des Neo-Kapitalismus und der Verbreitung eines Wirtschaftswunders einherging, wurde durch den Einfluss der kirchlichen Macht des Vatikans beeinträchtigt, der, ungeachtet der von Papst Roncalli unternommenen Bemühungen hinsichtlich einer Erneuerung (ab 1959), weiterhin beträchtlichen Einfluss auf die gemeinsamen Moralvorstellungen und die kulturelle Ausrichtung der breiten Öffentlichkeit nahm. Unverändert blieb beispielsweise die Unnachgiebigkeit der Kirche angesichts der heiligen Unantastbarkeit des ehelichen Bundes, und die 1949 vom Heiligen Stuhl beschlossene Exkommunikation derer, die sich zur kommunistischen Lehre bekannten, sie verteidigten und propagierten, wurde aufrechterhalten. Continua a leggere in open access

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Uwe Johnson, La maturità del 1953 (Ingrid Babendererde)

[Dalla rubrica Tremilabattute di Allegoria. M.S.]

Paola Quadrelli

L’editoria italiana, che dopo le prime traduzioni feltrinelliane degli anni Sessanta aveva riservato a Uwe Johnson un interesse sporadico, si accinge ora a riproporne l’opera con lodevole sistematicità; alla traduzione completa degli Jahrestage, avviata nel 2014 da L’Orma, si affianca la pubblicazione del primo romanzo dello scrittore, Ingrid Babendererde. Reifeprüfung 1953, che l’editore Keller offre in una traduzione precisa e affidabile [di Fabrizio Cambi]. Scritto tra il 1953 e il 1956 e rifiutato dagli editori tedesco-orientali per motivi di opportunità politica e da Suhrkamp per una certa aura di provincialismo ed esotismo, il romanzo fu pubblicato postumo nel 1985. Nonostante alcuni tratti acerbi, esso rappresenta un’opera di grande rilevanza sia sotto il profilo artistico – la complessa composizione rivela già il notevole ingegno sperimentale dell’autore – sia sotto il profilo storico e autobiografico, in quanto documento della campagna antireligiosa nella DDR degli anni 1952-53 di cui Johnson fu testimone diretto, sia sotto l’aspetto educativo-morale, come monito alla resistenza contro i soprusi del potere. Dal punto di vista tematico è inoltre interessante osservare che l’opera di Johnson si apre e si chiude all’insegna della raffigurazione dell’educazione scolastica nella Germania socialista: la rievocazione degli anni trascorsi da Gesine in un liceo della DDR costituirà, infatti, uno dei più robusti filoni narrativi dell’ultimo volume degli Jahrestage e nella descrizione del contesto scolastico confluiranno, del resto, situazioni e personaggi già presenti nel primo romanzo, all’epoca (1983) ancora inedito.
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