Elena Agazzi, W. G. Sebald: in difesa dell’uomo

Elena Agazzi

W.G. Sebald: in difesa dell’uomo

Firenze Le Lettere, 2012, pp. 208.

Dalla presentazione editoriale: “Intenso interprete della cultura e della società europea del secondo dopoguerra, lo scrittore tedesco W.G. Sebald (1944-2001) è stato finora letto soprattutto alla luce dei processi che intrecciano la sua narrativa a un inesausto dialogo con le maggiori opere letterarie dell’occidente negli ultimi tre secoli. Continue reading

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Incontro: La guerra parallela del tenente Musil

Immagine via: trentinobookfestival.it

 

La guerra parallela del tenente Musil

Introduce Paola Maria Filippi.
Intervengono: Alessandro Fontanari, Massimo Libardi e Daniela Nelva.

Sabato 5 maggio 2012 alle ore 10.30

Biblioteca Comunale di Trento

Sala degli Affreschi, Via Roma 55.

 

L’incontro-dibattito è organizzato dal Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale e dalla Biblioteca Austriaca in occasione della pubblicazione di due libri di Robert Musil (La guerra parallela e Grigia, entrambi editi da Silvy edizioni) e dello studio della germanista Daniela Nelva, Percorsi critici nei saggi di Robert Musil (ed. dell’Orso).

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Sigrid Damm, Cornelia Goethe

[Cornelia Goethe, sorella del massimo poeta tedesco, è stata oggetto di un accurato studio biografico, riccamente documentato, a cura di Sigrid Damm e tradotto in Italia da Bollati Boringhieri. Di questo volume Anna Chiarloni ha curato la recensione nel 1991 per L’Indice  che volentieri vi ripropongo per tornare riflettere su quella generazione muta dello Sturm und Drang che affermò il divieto del sapere per le donne. C.M.]

Anna Chiarloni

frankfurt.frblog.de

Alla domanda di un critico che le chiese cosa l’avesse spinta a scrivere un libro sulla sorella del più grande scrittore tedesco, Sigrid Damm rispose: “Il fatto che si trattasse di un’impresa disperata. A lungo ho creduto che questa figura potesse vivere solo nella mia immaginazione. La vita di Cornelia è un foglio bianco: una vita incolore, quasi non vissuta, chiusa da una morte precoce. Finché mi resi conto che proprio questa mancanza di contorni doveva essere il mio tema”. Il lettore – di sicuro la lettrice – ha già capito: la biografia di questa studiosa del Settecento tedesco si colloca nella vasta produzione d’impianto femminista che nell’ultimo decennio ha rintracciato i lineamenti sepolti nel tempo di tante donne, arricchendo la nostra memoria letteraria di svariati ritratti femminili – mogli, sorelle o amanti di maschi illustrissimi – come Clara Schumann e Anna Maria Mozart, Henriette Vogel e la Günderrode, per limitarci all’area tedesca. Continue reading

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Monika Maron

Paola Quadrelli

“L’utopia vive nelle teste. Accoppiata con il potere, diventa dittatura. Essa è il metro per misurare la realtà, ma non può essere la realtà” ha scritto Monika Maron nel 1990 in esplicita polemica con Günter Grass e con quegli scrittori che dinanzi al tracollo della DDR piangevano la scomparsa dell’utopia comunista, un’utopia – commenta sferzante la Maron – che aveva potuto conservarsi sino a quel momento “solo grazie alla cecità e alla sordità intenzionale” dei sostenitori dell’esperimento socialista. Continue reading

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Semicerchio 45: Tradurre (in) Europa


Tradurre (in) Europa

Poesia moderna
al festival della traduzione
Napoli, 22-29 Novembre 2010

semicerchio
rivista di poesia comparata
n. XLV, 2012

a cura di
Camilla Miglio e Monica Lumachi

presentazione il 16 maggio a Roma

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La lettura degli altri

La lettura degli altri
Traduzioni/riscritture, Sguardi, Rappresentazioni

Seminario/laboratorio di studi interculturali 2011-2012

Università La Sapienza, Roma
Facoltà di Filosofia, Lettere,
Scienze Umanistiche e Studi Orientali

2-4 maggio 2012

leggi il programma sul sito Il Porto di Toledo

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Passato e presente: qualche considerazione su Uwe Timm

[Il testo che segue è uscito su Lo Straniero (XIV, 142, pp. 94-97) come introduzione al discorso Ricchezza e povertà tenuto da Uwe Timm in occasione del conferimento della Zuckmayer-Medaille 2012. La foto è tratta da rpl.de. M.G.]

Matteo Galli

I

Uwe Timm e io sul palcoscenico del Teatro Augusteo a Napoli, è il 17 settembre 2006, domenica. La premiazione avrebbe dovuto tenersi su un palcoscenico all’aperto. Ma piove, un clima che ricorda quello di Istanbul. Per il Premio Napoli, un premio conferito da una giuria di lettori, nella categoria letteratura straniera, hanno ricevuto la nomination: L’edizione corretta di Harmonia Coelestis di Peter Esterhazy, Istanbul di Orhan Pamuk e, appunto, Rosso di Uwe Timm. Siamo a Napoli già da tre giorni, abbiamo letto pagine del libro in originale e in traduzione dinanzi a diversi gruppi di lettura, fra l’altro nel carcere di massima sicurezza di Poggioreale. Continue reading

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Uwe Timm, Ricchezza e povertà

[da Lo Straniero, XVI, 142, pp. 97-102]

Uwe Timm

Signor Presidente Beck, gentili signore e signori, cari amici,

il dono di un premio comporta che si regali qualcosa in cambio, un discorso di ringraziamento.  Poiché ho dei ritmi di lavoro un po’ obbligati, ho deciso di interrompere la stesura del mio nuovo romanzo e mi sono messo a leggere le opere teatrali, la prosa e l’autobiografia di Carl Zuckmayer. Voglio subito premettere che questa rilettura di Zuckmayer è stata per me un arricchimento molto piacevole che, come cercherò di dimostrare, ha avuto anche delle conseguenze. Mi sono imbattuto per la prima volta in Carl Zuckmayer attraverso il film Il capitano di Köpenick. I miei genitori ne erano entusiasti, anch’io, che all’epoca avevo sedici anni e avrei preferito vedere un western americano, lo trovai alla fine piuttosto divertente. Solo dopo anni, rivedendolo, la pièce acquisì ai miei occhi ben altra profondità. Continue reading

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Incipit: Vita di un perdigiorno

Joseph von Eichendorff

La ruota del mulino di mio padre aveva ripreso a girare e a rumoreggiare allegra, la neve sgocciolava senza posa dal tetto, i passeri cinguettavano e saltellavano tutt’intorno. Io, seduto sulla soglia, mi stropicciavo gli occhi assonnati. Come si stava bene al tepore del sole! Ma ecco d’un tratto che mio padre uscì di casa. Fin dall’alba aveva trafficato nel mulino. Col berretto da notte sulle ventitré mi apostrofò: «Fannullone! Eccoti di nuovo a stiracchiarti al sole e a sgranchirti fino a rovinarti le ossa, lasciando a me tutto il lavoro. Non ti posso più dar da mangiare a ufo! La primavera è alle porte. Va’ un po’ anche tu per il mondo a guadagnarti il pane». «Sta bene» ribattei. «Se io sono un fannullone, poco importa, me ne andrò per il mondo in cerca di fortuna».

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Gustavo Corni, Raccontare la guerra

Gustavo Corni

Raccontare la guerra.
La memoria organizzata

Milano, Bruno Mondadori, 2012, pp. 272.

Dalla presentazione editoriale: “Raccontare la propria storia è, per ogni paese, un momento chiave nella costruzione dell’identità nazionale e nella messa in opera dei complessi meccanismi della memoria collettiva. A maggior ragione, raccontare di una guerra perduta è un procedimento rischioso e doloroso: coinvolge i testimoni (i reduci, i loro famigliari, le organizzazioni degli ex combattenti); quindi, via via, coloro che rielaborano a vario titolo la memoria, facendone racconto orale letteratura, cinema o documentari; infine gli storici. Un caso emblematico di questi processi è il discorso pubblico sulla campagna di Russia così come si è sviluppato, nel dopoguerra, sia in Italia che nella Germania Occidentale e, con diversa valenza, anche nella DDR. Continue reading

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