Celan: Le parole per dire “l’Accaduto”

[Sul Porto di Toledo Camilla Miglio ripropone un pezzo uscito ieri sul Riformista, in occasione del Giorno della Memoria. Mi fa piacere riprenderlo. M.S.]

Camilla Miglio

Paul Celan, secondo George Steiner “il più grande poeta del Novecento”, è riuscito a pronunciare lo sterminio senza mai nominarlo. Ci è riuscito per giunta in tedesco, lingua-madre e lingua degli assassini di sua madre. Nato nel 1920 in Bucovina, enclave multilinguistica già austroungarica, poi rumena e oggi ucraina, Celan condusse una vita errante: Czernowitz, Bucarest e Vienna, poi Parigi, dove morì suicida nel 1970. Diceva: “Ognuno resta legato alle proprie date, colpito dall’accento acuto della Storia, piuttosto che cullato dal circonflesso dell’Eterno”. E motivava la sua scrittura proprio a partire da una data, il “20 gennaio”, il giorno in cui fu decisa la “soluzione finale” sul Wannsee a Berlino, nel gennaio 1942. Le date, siano il 20, o il 27 gennaio, s’incidono nel nostro modo di ricordare, raccontare la memoria, pensare il futuro; cambiano la nostra posizione nel mondo, anche oggi sessant’anni dopo.

La parola Olocausto, dal greco olo-kaustos, tutto-bruciato, legata a una tipologia di sacrificio diffusa in area ebraica, cananea, greca, fu introdotta nel lessico corrente da Elie Wiesel (premio Nobel per la letteratura e scampato a Auschwitz); la parola Shoah, già attestata nei Salmi ma diffusasi in Palestina nei primi discorsi sul genocidio nazista dal 1940, indica letteralmente una catastrofe naturale. Celan non disse mai Olocausto, né Shoah. Diceva: l’Accaduto. Continua a leggere su Il Porto di Toledo

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2 Responses to Celan: Le parole per dire “l’Accaduto”

  1. michele sisto says:

    A proposito di Celan. Oggi Dario Borso ha pubblicato una riflessione inedita di Andrea Zanzotto sulla sua poesia. Qui: http://www.satisfiction.me/due-voci-dal-silenzi/

  2. Antonio Devicienti says:

    Carissimi Camilla Miglio e Michele Sisto,

    grazie perché continuate a riproporre e a rileggere Celan.

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