Incipit: “L’uomo senza qualità”

Robert Musil

Capitolo I. Dal quale, eccezionalmente, non si ricava nulla

Sull’Atlantico un minimo barometrico avanzava in direzione orientale incontro a un massimo incombente sulla Russia, e non mostrava per il momento alcuna tendenza a schivarlo spostandosi verso nord. Le isoterme e le isòtere si comportavano a dovere. La temperatura dell’aria era in rapporto normale con la temperatura media annua, con la temperatura del mese più caldo come con quella del mese più freddo, e con l’oscillazione mensile aperiodica. Il sorgere e il tramontare del sole e della luna, le fasi della luna, di Venere, dell’anello di Saturno e molti altri importanti fenomeni si succedevano conforme alle previsioni degli annuari astronomici. Il vapore acqueo nell’aria aveva la tensione massima, e l’umidità atmosferica era scarsa. Insomma, con una frase che quantunque un po’ antiquata riassume benissimo i fatti: era una bella giornata d’agosto dell’anno 1913. Le automobili sbucavano da vie anguste e profonde nelle secche delle piazze luminose. Il nereggiar dei pedoni disegnava cordoni sfioccati. Nei punti dove più intense linee di velocità intersecavano la loro corsa sparpagliata i cordoni si ingrossavano, poi scorrevano più in fretta e dopo qualche oscillazione riprendevano il ritmo regolare. Centinaia di suoni erano attorcigliati in un groviglio metallico di frastuono da cui ora sporgevano ora si ritraevano punti acuminate e spigoli taglienti, e limpide note si staccavano e volavano via. A quel frastuono, senza che se ne possano tuttavia descrivere le caratteristiche, chiunque si fosse trovato lì ad occhi chiusi dopo una lunghissima assenza avrebbe capito di essere nella città capitale di Vienna, residenza della Corte.

Robert Musil, L’uomo senza qualità, a cura di Adolf Frisé, introd. di Bianca Cetti Marinoni, trad. di Anita Rho, Gabriella Benedetti e Laura Castoldi, Torino, Einaudi, 1996

Immagine: David Levine Gallery, 1986

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2 Responses to Incipit: “L’uomo senza qualità”

  1. David Spizzichino says:

    Buonasera, volevo chiedere un consiglio. Vorrei intraprendere la lettura de “L’uomo senza qualità” di Musil ma sono indeciso su quale edizione comprare. Quale traduzione consigliereste a chi si avvicina per la prima volta a questa opera ? Grazie !

    • michele sisto says:

      Bella domanda. Anch’io ormai, ogni volta che leggo un autore straniero non riesco a non pormi il problema della traduzione, perché so che la scelta sarà determinante nella mia prima percezione della sua scrittura (quando non mi sia accessibile in originale). Per l’Uomo senza qualità, di cui ho letto solo una delle tre traduzioni disponibili, ho chiesto consiglio ad amici. Tutte e tre si raccomandano per qualche aspetto. Quella di Anita Rho (Einaudi), che è ormai un classico, rende molto bene la vivacità e l’ironia dell’originale. Quella di Ada Vigliani (Mondadori) è senz’altro la più aggiornata e filologicamente corretta. Quella di Irene Castiglia (Newton Compton), che peraltro si limita solo alla parte del romanzo pubblicata in vita da Musil, è particolarmente attenta alla resa del linguaggio giuridico, che nel testo ha una funzione chiave.

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