Incipit: Estinzione


Thomas Bernhard

Il telegramma

Dopo il colloquio col mio allievo Gambetti, col quale mi sono incontrato il ventinove al Pincio, scrive Murau, Franz Josef, per concordare le date delle lezioni di maggio, e la cui superiore intelligenza anche ora, dopo il mio ritorno da Wolfsegg, mi ha sorpreso, anzi entusiasmato e rinfrancato a tal punto che, contro la mia abitudine di andare in piazza della Minerva direttamente da via Condotti, in uno stato d’animo sempre più allegro anche al pensiero di essere in effetti, ormai da tempo, di casa a Roma e non più in Austria, ho raggiunto la mia abitazione attraverso la via Flaminia e piazza del Popolo percorrendo  l’intero Corso, ricevetti verso le due del pomeriggio il telegramma con cui mi si comunicava la morte dei miei genitori e di mio fratello Johannes. Genitori e Johannes deceduti in un incidente. Caecilia, Amalia. Col telegramma in mano, mi avvicinai tranquillo e lucido alla finestra del mio studio e guardai giù in piazza della Minerva, completamente deserta. Avevo dato a Gambetti cinque libri, convinto che gli sarebbero stati utili e necessari per le settimane seguenti, e gli avevo affidato il compito di studiare quei cinque libri con la massima attenzione e con la lentezza che, nel suo caso, è d’obbligo: Siebenkäs di Jean Paul, Il processo di Franz Kafka, Amras di Thomas Bernhard, La portoghese di Musil, Esch o l’anarchia di Broch, e ora, dopo aver aperto la finestra per respirare meglio, pensai che avevo preso la decisione giusta dando a Gambetti proprio quei cinque libri e non altri, perché nel corso delle nostre lezioni avrebbero assunto per lui importanza sempre maggiore, e facendo un accenno discreto al mio proposito di discutere con lui, la volta seguente, delle Affinità elettive e non del Mondo come volontà e rappresentazione. Parlare con Gambetti era stato di nuovo, anche quel giorno, un grande piacere per me, dopo i discorsi faticosi e gravi con la famiglia a Wolfsegg, limitati alle necessità quotidiane, elementari ed esclusivamente private.

Thomas Bernhard, Estizione. Uno sfacelo [1986], traduzione di Andreina Lavagetto, Milano, Adelphi, 1996, pp. 11-12.

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